|
il colore del mantello negli animali domestici |
|
|
|
|
giovedì 02 aprile 2009 |
|
Pagina 2 di 2
Pur avendo individuato sia nei maiali domestici che in quelli selvatici alcune mutazioni del DNA, in questi ultimi, che possiedono un manto uniforme nero-marrone altamente mimetico, nessuna di queste mutazioni è riuscita ad alterare la sequenza aminoacidica della proteina legata al colore. Gli autori ipotizzano dunque che, grazie soprattutto ai predatori in natura, qualsiasi mutazione che risultasse in un cambiamento del colore è stata rapidamente eliminata.
Al contrario, fra i maiali domestici, quasi tutti gli esemplari possedevano mutazioni che avevano modificato la proteina. In alcuni casi ne sono state riscontrate tre consecutive, segno che la mutazione iniziale è stata ripetuta per lungo tempo. Per i ricercatori questo dimostra che sono stati gli uomini a 'incoraggiare' con la selezione un certo colore nel manto dei loro animali. “I primi allevatori decisero di cambiare il mantello dei loro capi per una serie di motivi. Primo, per facilitare il riconoscimento del loro bestiame, che se fosse stato 'mimetico' sarebbe scomparso nei boschi. Secondo, per evidenziare la differenza fra i primi allevamenti e le mandrie selvatiche. Terzo, gli uomini antichi erano 'fanatici' di animali esattamente come lo siamo noi oggi” spiegano gli autori.
I fenotipi del colore del mantello, concludono gli autori, sono quindi il risultato di una selezione umana diretta e non di una semplice riduzione delle pressioni selettive naturali.
"Contrasting Mode of Evolution at a Coat Color Locus in Wild and Domestic Pigs" Fang M, Larson G, Soares Ribeiro H, Li N, Andersson L. (2009) PLoS Genet 5(1): e1000341
|
|
Ultimo aggiornamento ( giovedì 02 aprile 2009 )
|