le vipere presenti sul nostro territorio
scritto da Alessandra Biagini Fra le 2700 specie di serpenti solo il 10% sono pericolose per l’Uomo. E’ importante precisare che in Italia vivono tre Famiglie di serpenti...
-Colubridi -Elaphi -Viperidi e di queste soltanto una è velenosa, è la Famiglia dei Viperidi. In Italia i Serpenti Velenosi sono solo le specie appartenenti alla famiglia Viperidi, con l’unica famiglia Viperinae. Il riconoscimento di questo Serpente è piuttosto facile. Cominciando dalla testa, si nota una sagoma triangolare. Rispetto ai suoi parenti colubridi ed elaphidi, le squame del capo sembrano più piccole attorno alla zona dell’occhio e mancano le piastre sul cranio. L’occhio è dotato di pupilla verticale, differentemente da quella dei colubridi che invece è rotonda e piena. Osservando il disegno si nota anche la compagine delle squame attorno all’occhio: le grandi piastre del Colubro e le piccole squame della Vipera. Altro segno caratteristico è la coda: nella Vipera è corta e tozza, nel Colubro e nell’Elaphe è di forma più sinuosa e allungata, questo perché Colubri e Elaphi, come per esempio il Serpente di Esculapio, sono animali capaci di arrampicarsi e cacciare sugli alberi. Anche la lunghezza del corpo determina una caratteristica di riconoscimento abbastanza palese: le Vipere infatti, di qualsiasi specie, non superano i 100 cm, mentre Colubridi e Elaphi possono raggiungere tranquillamente i 2 metri.
La caratteristica che si nota subito è la conformazione tozza e muscolosa del corpo di Viperide. Infatti se messa a confronto con la struttura dell'Elaphe, quella di una Vipera appare tozza, mentre l'Elaphe è lunga e snella. Queste differenze strutturali sono concepite per il diverso modo di predare dei due serpenti. La Vipera è un cacciatore d'agguato quindi deve avere muscoli potenti per piombare sulla preda e azzannarla nel modo più rapido ed efficace. E' una molla che deve assicurarsi uno scatto immediato e definitivo. Mentre l'Elaphe o il Colubride sono cacciatori da scovo, passano molto tempo ad indagare il loro territorio. Si arrampicano su alberi o strisciano nel sottosuolo alla ricerca di prede. Una volta trovata le si gettano addosso, costringendola in spire e la uccidono con “scatte” sempre più potenti ovvero con gli scatti muscolari del proprio corpo. La loro compagine deve essere necessariamente, ma in grado di assicurare un'ottima presa sugli alberi e un'andatura veloce. ALCUNI LUOGHI COMUNI... LE VIPERE LANCIATE DAGLI ELICOTTERI E' una specie di ridondante leggenda metropolitana dei nostri giorni. Si dice che alcuni(chiii?) lancino delle vipere dagli elicotteri, forse per effettuare una qualche specie di ripopolamento. Ora, perchè queste povere bestiole dovrebbero essere lanciate dagli elicotteri? Avete idea di quanto possa fare male una cosa simile se non si è dotati di paracadute? E perchè questo metodo così crudele poi? Ve ne sono alcuni di più scientifici e razionali. Ad esempio immettere un rettile in un nuovo ambiente, richiede del tempo per farlo ambientare. Figuriamoci se si possa lanciare un serpente nel territorio sconosciuto di altri suoi simili! E quanto costerebbe un simile trattamento? Gli elicotteri è già difficile che intervengano in situazioni d'emergenza... è un'assurdità priva di qualunque riferimento scientifico. Non si gettano gli animali dagli elicotteri per ripopolare una zona. IL PAN DELLE VIPERE Le vipere non mangiano vegetali di alcun genere, né lo fanno gli altri serpenti. Le piante chiamate Pan delle vipere non localizzano la presenza di uno di questi animali perchè sono parte del suo nutrimento, bensì perchè spesso si trovano lungo i corsi d'acqua, gli stessi dove si ripara la vipera LA VIPERA PARTORISCE SQUARCIANDOSI IL VENTRE SU DI UN SASSO No. Probabilmente la leggenda nasce dall'osservazione casuale di un colubride in muta. Infatti questo serpente come anche l'Elafi, gradisce effettuare la sua muta di pelle su di un terreno sassoso, poiché è più semplice aprire la vecchia pelle con una cesura all'altezza della testa, ed estrarvisi come da un guanto, lasciando spesso integra la vecchia epidermide, detta esuvia. LE VIPERE SUCCHIANO IL LATTE DELLE MUCCHE AVVELENANDOLO Ma no! È solo una voce che serve solo per propagare il ribrezzo verso questa specie. Nessun rettile si nutre di latte. Il latte è una prerogativa dei mammiferi. I mammiferi hanno le ghiandole mammarie adatte a secernere il colostro ed il latte. I rettili no! AVVISTAMENTO DI VIPERE LUNGHE DUE O TRE METRI E' la stessa cosa dei ratti di fogna grandi come un pastore tedesco. La vipera non supera i 100 cm (marasso). Solo i costrittori raggiugono misure ragguardevoli come il saettone che arriva ai due metri. Oppure, ma siamo in tutt'altre latitudini, i grandi pitoni reticolati, sempre costrittori che raggiungono i 6/7 mt. O le anaconde che sfiorano gli 8 mt. La natura non crea animali mostruosi ed inutili. Una vipera è piccola perchè il suo modo di predare e la sua nicchia ecologica non le consentono di avere un'altra struttura. NEL LAZIO… ATTENZIONE: Ricordate che nel Lazio e in molte altre regioni d'Italia i serpenti sono protetti dalla legge e pertanto sono vietate:
a) qualsiasi forma di cattura, di detenzione e di uccisione; b) il deterioramento o la distruzione dei siti di riproduzione e di riposo; c) le molestie, specie nel periodo della riproduzione, dell'allevamento e dell'ibernazione; d) la distruzione o la raccolta di uova dall'ambiente naturale o la loro detenzione quand'anche vuote; e) la detenzione, il trasporto ed il commercio di tali animali, vivi o morti, come pure imbalsamati, nonché di parti o prodotti ottenuti dall'animale. DIFFUSIONE DELLA VIPERA ASPIS NEL LAZIO DIFFUSIONE DELLA VIPERA ASPIS DENTRO ROMA  INCONTRO CON UNA VIPERA Predando per mezzo del suo morso velenoso la Vipera assume un atteggiamento tipico di predatore passivo: attende cioè le sue prede e non caccia per scovo e inseguimento, come i Colubridi e Elaphi. Per questo motivo è normale trovare vipere nella classica postura ‘arrotolate’ su se stesse, su sassi, ai margini di sentieri, e nascoste fra rovi e ceppaglie. Così attendono la preda ‘al varco’, e sono quindi, estremamente sensibili al rumore e alle vibrazioni del terreno, durante il cammino, gli stessi scarponi da trekking fanno rumore, e disturbano l’animale. La Vipera ATTACCA SOLO PER DIFESA GLI UMANI e preferisce sempre e comunque la fuga al confronto diretto. Il morso sopraggiunge se non trova possibile il modo di scappare ( quando ad esempio viene schiacciata o inseguita per un sadico gioco molto comune in Italia e messa con le spalle al muro) Con un bastone, facendo rumore a debita distanza, si metterà in fuga il serpente, il quale andrà di certo a trovarsi un rifugio sotterraneo. Non c’è quindi bisogno di uccidere questo serpente! Anche perché svolge un ruolo importantissimo all’interno della catena ecologica, distruggendo parte della fauna nociva e contribuendo al mantenimento demografico di specie animali, come i topi e altri roditori infestanti… La Vipera Aspis o Vipera Comune presenta una molteplice varietà di colori e disegni sulla pelle, alcuni esempi: una Vipera avvistata nella riserva dell’Insugherata a Roma(sopra) e sempre nel Lazio un altro esempio di avvistamento: IN CASO DI MORSO Anzitutto: NIENTE PANICO, è necessario per capire CHI ci ha morsi. Osserviamo la diversa modalità con cui mordono le Vipere rispetto agli altri serpenti. Morso di Vipera Morso di Colubro La Vipera morde protendendosi con uno scatto fulmineo, determina così la rotazione in avanti dell’osso mascellare, contraendo la guaina delle zanne , il movimento provoca una tensione che porta allo sbocco le ghiandole velenifere nel canale escretore. Questo meccanismo porta a un morso perfetto, che fa della vipera un ottimo predatore. E’ da dire che nel 1970 i casi di avvelenamento letale da morso di Vipera furono 0,04 ogni 100.000 abitanti, ma questo dato è il risultato di uno studio che include anche graffiature e morsi di altri animali. A oggi l’1% di queste fatalità è dovuto al morso di una vipera. Il modo migliore per non essere sulla stessa via di una Vipera è quella di farsi sentire. L’animale, come è già stato detto non ha alcuna intenzione di incontrare l’Uomo, né di sprecare il suo prezioso veleno, che le serve invece per cacciare e sopravvivere. Nell’udire il passo e magari anche il fruscio del bastone, fuggirà al riparo, evitando l’escursionista. E l’escursionista eviterà la Vipera. SE UNA VIPERA MORDE UN CANE?… …Purtroppo un morso di uno di questi animali su un cane di taglia medio piccola potrebbe avere conseguenze funeste. E’ quindi opportuno agire con sollecitudine, evitando le inutili azioni dettate dal panico. Il morso della vipera è per il cane in genere molto doloroso, l’animale quindi geme e guaisce, evidenziando il suo stato. La zona morsa può apparire tumefatta, calda e dolente, spesso vi sono i due forellini delle zanne velenifere. Bisogna agire evitando che la circolazione sanguigna porti nell’organismo il veleno. Anzittutto si applica un laccio emostatico di 5cm a monte della ferita, evitando di stringerlo troppo, altrimenti si rischia l’ischemia dell’arto. Come misura d’emergenza si può aprire la ferita con un taglio a croce per far defluire una quantità di veleno all’esterno del corpo, in seguito si lava e disinfetta la ferita con abbondante acqua ossigenata. E’ NECESSARIO SEMPRE PORTARE IL CANE DAL VETERINARIO AL PIU’ PRESTO, che applicherà il siero antiveleno. Ma il siero può avere un indesiderato effetto allergico, talora più letale del veleno stesso, PER QUESTO E’ NECESSARIO CHE IL CANE VENGA PORTATO DAL VETERINARIO!! LE ALTRE VIPERE ITALIANE Vipera degli Orsini – Vipera Ursinii Habitat: pascoli montani da 1400 a 3000 mt spesso in concomitanza di terreni a fondo erboso o terroso, con roccia calcarea molto fessurata. Abitudini: diurna preferibilmente mattutina, lenta ma talvolta vivace. In estate esce già alle 6 del mattino con una T fra i 10 e 12°C, si termoregola fra i pulmini di ginepro o sopra la roccia. Sopporta meglio le temperature basse della mattina, e di regola dopo le 17 comincia a ripararsi per la notte. E' una vipera che comincia a scomparire nei luoghi dove è usa abitare. Vipera dal corno – Vipera Ammodytes E' un serpente che presenta apice del muso simile ad un cornetto che ne fa una caratteristica saliente per il suo riconoscimento. Sipuò confondere con la Vipera Comune ma il suo rostro è più elevato. Habitat: è divenuta rara in Italia, pochi nuclei di popolazione si trovano non oltre i 2500 mt., in assolate boscaglie, campi solcati, pietraie e lande carsiche, pendici collinari specie in Friuli, nel Cadore, in Alto Adige a sud di Bolzano. Abitudini : simili a quella della vipera aspis ma se l'estate è piuttosto calda non è difficile che si ripari nelle acue basse e non correnti di fiumi e ruscelli. Si può ibridare con vipera aspis e berus. Note: il suo veleno essiccato è alla base di molti medicamenti come pomate e soluzioni iniettabili di antireumatici e antinevralgici Vipera Marasso - Vipera Berus E' la più grossa vipera italiana con i suoi 70 cm di lunghezza di media arriva anche a un metro di lunghezza. Habitat: vive in nord Italia da qui si propaga in tutta Europa, arrivando sino al circolo polare artico. E' facile trovarla oltre i 3000 mt, osservarla in presenza di zone paludose, ruscelli, prati fluviali, anse di torrenti, polle risorgiva. Come le altre vipere questo rettile si regola sulle pietraie e pendii rocciosi ricchi di anfratti Abitudini: Marasso si nutre delle stesse prede nominate per le altre vipere, quindi piccoli mammiferi, uccelli e lucertole. Prediligendo gli ambienti umidi è un cacciatore di rane, rospi e persino pesci. Il morso di Marasso non và sottovalutato anche se si rivela in genere meno pericoloso di quello di v. aspis o v. ammodytes. Il veleno potente è la risorsa che sta alla base del metodo di predazione di questa specie. Non molto aggressivo si da alla fuga nella maggioranza dei casi e morde solo se molestato ALTRI SERPENTI COMUNI IN ITALIA
NON UCCIDERE I SERPENTI! Perchè i colubri le elaphi hanno un ruolo importantissimo in natura e sopratutto sono innocui. Essi infatti predano per costrizione e non con morso velenifero. Sono cacciatori attivi, girano, indagano e inseguono, se necessario la preda. E' facile quindi osservare un biacco o una natrice che attraversano il sentiero, intenti nell'ispezionare il proprio territorio saettone natrice vipera viperina ferro di cavallo biacco ...SEMBRANO SERPENTI... Ma l'evoluzione li ha condotti sulla stessa strada degli ofidi... Un caso simile si chiama convergenza evolutiva. Questi animali appartengono a due famiglie di sauri differenti. L'orbettino è un sauro della famiglia degli Anguidi, mentre la Luscengola è uno Scincide Orbettino 
Ha una testa piccola, occhi minuti e corpo serpentiforme, 30-50 cm privo di arti. Habitat: vive nel sottobosco, nella lettiera di fogliame marcescente della macchia mediterranea, ma anche dei pascoli, e in zone un po' più aperte. Abitudini: durante le ore notturne e nelle ore più fredde vive riparato sotto tronchi, sassi. Vive nutrendosi di lombrichi, lumache ed insetti. Note: è innocuo ed è una specie protetta nel Lazio. Può arrivare a vivere anche fino a 50 anni
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